Acquaviva: Solazzo contro la tragedia un tempo e la farsa oggi

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IL MONDO CIVICO DEL CENTRODESTRA ACQUAVIVESE EVOCA PURE MARX.
SOLAZZO SI SCHIERA CONTRO IL DISSERVIZIO DELLA MENSA SCOLASTICA.

La storia si ripete sempre due volte: la prima volta come tragedia, la seconda come farsa”, sosteneva Carlo Marx, autore certamente caro all’attuale compagine amministrativa, ma dal quale sembrerebbe che Carlucci e la sua squadra non abbiano imparato granché. E guarda caso siamo proprio alla farsa, l’ennesima, sulla questione della mensa scolastica. Anche quest’anno.

Sin da quando, nel 2013, si sono insediati, infatti, il servizio di refezione scolastica non è mai stato avviato nei tempi utili da parte dell’amministrazione comunale e, soprattutto, senza difficoltà e disagi per gli utenti. Ogni volta poi, per giustificare inefficienza, dimenticanza e trascuratezza, vengono addotte le scuse più disparate: dal “Ci siamo appena insediati”, al “Abbiamo predisposto il nuovo appalto e i tempi sono giocoforza più lunghi”, passando per il più recente “Ci sono problemi amministrativi”, come se il paese fosse amministrato da altri. Roba al cui confronto Ponzio Pilato apparirebbe un dilettante!

In questa situazione genitori e insegnanti sono stati spiazzati, ma a farne direttamente le spese sono stati i bambini acquavivesi, costretti a osservare un orario scolastico ridotto fino all’ultimo giorno del mese di ottobre.

La disorganizzazione si è manifestata nella sua interezza quando qualcuno dell’amministrazione ha fatto sapere in via ufficiosa, nella tarda serata di mercoledì 26 ottobre, tramite social network, che il servizio sarebbe partito il successivo venerdì, creando disagio per il brevissimo preavviso sia alle scuole, sia all’azienda e sia ai genitori. Infatti, il venerdì 28 e i giorni a seguire, in biblioteca, dove i genitori devono recarsi per presentare il modello ISEE, mostrare le ricevute di pagamento ed iscriversi alla piattaforma dei buoni pasto, si sono create file lunghissime e soprattutto ci sono stati notevoli disservizi, dovuti alla non corretta informazione risposta dagli addetti ai genitori.

Ancor più grave è che nei primi giorni molte famiglie sono state chiamate dalle scuole perché erroneamente risultava non eseguito il pagamento per i buoni pasto e quindi sono stati invitati a riprendere i propri figli prima dell’inizio della somministrazione del cibo!!!

Rimane l’amarezza per l’assurdità della situazione, insieme a un convincimento: non ci sanno fare affatto. E questa volta non può neppure reggere la scusa tanto adoperata dell’inesperienza. Per offrire un servizio nei termini e nei modi corretti resa solo un’ultima possibilità il prossimo anno. Riusciranno a sprecare anche questa?”

E. Claudio Solazzo

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