A Paolo Borsellino

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Non è facile sapere quanto è realmente cambiata l’Italia da quel quasi lontano 1992.
Forse è cambiata la formalità dei salotti più pericolosi.
Ma i salotti che hanno sulla coscienza Paolo Borsellino probabilmente sono ancora lì in piedi, al pari (fortunatamente) di chi non ha mai dimenticato la parte migliore del nostro essere italiani.
E non è una questione sciovinista o legalitarista, ma un forte e cortese invito a non dimenticare esempi che hanno dato molto alla nostra società civile… E la risposta è stata “perdere la vita”.

Laddove tutti avevano paura.

E Paolo Borsellino, assieme al suo amico e collega Giovanni Falcone, sapevano di dover morire. Di dover lottare contro la mafia e la corruzione.
Ma erano convinti di qualcosa: che le nuove generazioni avrebbero capito e migliorato il Bel Paese.
Adesso non è facile sapere quanto ai giovani di oggi interessa cambiare seriamente questo paese, ma di una cosa bisogna restare fermi e certi: nel dovere e nel diritto di ricordare.

Oggi, Paolo Borsellino.

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One comment

  1. lo ricordo bene quei giorni, lo sgomento prima per la morte di Falcone e poi la tragedia di un altra morte irreparabile, ingiusta. Non si dimenticano questo uomini, non si dimenticano Chinnici, Mattarella, Dalla Chiesa e nemmeno Peppino Impastato e quanto sono morto per un paese migliore, per una terra pulita, onesta e libera.

    Mirella Crapanzano

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