Acquaviva: Forum M5S sui diritti 2015, la controanalisi di Bernardi

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COME ALCUNI SANNO, INFORMALIBERA È UNO SPAZIO SEMPRE APERTO AL CITTADINO. – Si possono sollevare temi sociali, deduzioni, e controdeduzioni. Che assieme sono tanti riflessi di un medesimo specchio: cui ospita la complessa immagine della nostra società.

Si riceve e si pubblica la nota di Francesco Bernardi di Acquaviva: è un comunicato già pubblicato su “La Voce del Paese” del 2 ottobre 2015, anno VII n.37, a pagina 13.

L’autore, Francesco Bernardi, documenta pubblicamente la sua opinione dopo il forum diritti promosso lo scorso settembre dal Movimento 5 Stelle. – Si aggiunge che Francesco Bernardi ha una profonda formazione cristiana protestante evangelica: tuttavia, non si sente esente… da un’analisi di natura sociale. Malgrado avverta la propria opinione ormai non più gradita dal mainstream della modernità.

Francesco Bernardi: “Per completezza d’informazione ritengo utile spiegare, anche in quanto minoranza rispetto agli altri relatori durante il forum tenutosi il 18 settembre sui diritti LGBT, che il sottoscritto non solo non ha ottenuto lo stesso spazio per esporre le proprie posizioni, ma è stato anche censurato con “taglio” dell’amplificazione come nei migliori regimi. – Ma questa non è la cosa più importante, quanto è invece importante spiegare che i dati esposti (…) non hanno trovato alcuna smentita che fosse degna e attendibile da parte degli altri relatori.

Il confronto si è invece subito spostato su due fronti: prima come comizio (…) (ma questo ci può anche stare visto che l’iniziativa partiva dal movimento), poi su un pubblico “coming out” per niente utile alla discussione ed al confronto pubblico su un tema tecnico giuridico quale è quello sulla legge Scalfarotto e la legge Cirinnà.

Mi sarebbe molto piaciuto poter spiegare, nei dettagli, le gravi lacune riguardo la legge Scalfarotto ed i pericoli insiti e celati in questo disegno di legge oggi al vaglio del Senato (“il comunicato è dello scorso ottobre” – Nota del blogger), (…). – A proposito, credo sia utile spiegare a chi organizza questi incontri che forum significa dibattito, non monologo, e che nel dibattito devono (non possono) parlare tutte le parti in causa a pari condizioni; pubblico compreso.

Quanto all’obiezione di coscienza citata nell’articolo comparso su (…), vorrei chiarire che essa non si basa su principi di spiritualità ma su principi etici e democratici elementari che evidentemente, in nome di una paventata libertà di alcuni, deve essere sacrificata sull’altare della modernità e del relativismo etico.

Pretendere che tutti abbiano la stessa visione delle unioni di genere mettendo a tacere la parte più intima di ognuno (la coscienza), a prescindere dal ruolo che si svolge nella società, non significa forse assolutizzare un pensiero, anche se “venduto” come pensiero di libertà?

La storia dovrebbe averci insegnato che tutto ciò che vuole uniformare gli uomini ed i popoli, il pensiero unico che vuole renderci tutti come automi, porta soltanto sofferenza e dolore. – Perché in un modo o nell’altro invade l’essenza e il fondamento della nostra facoltà più importante e costitutiva: il pensiero e la coscienza!

– Questo sì che è un dato empirico inconfutabile, leggibile nella storia.

Ho incontrato moltissima difficoltà ad esprimere pubblicamente il mio punto di vista seppure senza una legge contro… e dopo come sarà? (…)
Forse non basta se dico che non tollero qualunque forma di discriminazione contro i gay?
Forse non basta se come credente dico che siamo uguali anche sul piano spirituale?
Forse non basta se dico che dovremmo avere pari dignità giuridica e sociale? Forse no! Forse per non essere omofobo devo per forza dire che Gay è bello, che etero è antico e che l’omofobia è un’emergenza, anche se in un anno esistono soltanto 33 segnalazioni del genere contro 4.038 violenze sessuali su donne, 125 omicidi per femminicidio ed altro ancora nello stesso periodo (dati OSCAD).
Mi dispiace, ma non lo penso! Ma non per questo sono omofobo, né tanto meno ho l’anello al naso.
Per me Gay è una condizione di legittima libertà. E come per i gay è meglio gay, per me è meglio etero, anche se non si può dire per non correre il rischio di essere fischiati.
Suggerisco vivamente a tutti, (…), di studiare l’esperimento sociale del Dottor Asch, nonostante risalga a qualche decennio fa. Penso sia più attuale che mai”.

Si ringrazia Francesco Bernardi. – Ha espresso la sua opinione. Sarà costume poi invitare tutti gli amici lettori, per la prossima volta, ad una ricercata sintesi. Compreso il buon Bernardi. – Ogni cittadino, ovviamente, può argomentare con la propria visione.

Da lettore, vuoi dire la tua? – Confrontiamoci.
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