Chissà cosa avrebbe pensato oggi Socrate

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“Se l’educazione fisica e spirituale si conserva buona, produce nature oneste; e se, alla loro volta, le nature buone restano fedeli a questa educazione, diventano ancora migliori delle precedenti, in ogni senso e soprattutto nella procreazione: è un caso che si constata anche negli esseri viventi. – È naturale, disse. – Per dirla in breve, i dirigenti dello stato devono insistere su questo principio, se vogliono evitare che lo si distrugga a loro insaputa e salvaguardarlo in ogni circostanza: non introdurre novità nella ginnastica e nella musica violando la norma; anzi vegliare attentissimamente, per paura che, quando uno dice che

gli uomini più apprezzan quel canto
che novissimo risuoni ai cantori,

ci sia chi creda che il poeta intenda parlare non di nuove canzoni, ma di un nuovo modo di cantare, e che lo lodi. Invece una cosa simile non bisogna né lodarla né accettarla. Si deve guardarsi da modifiche che comportino l’adozione di una nuova specie di musica, perché si rischia di compromettere tutto l’insieme.

Non s’introducono mai cambiamenti nei modi della musica senza che se ne introducano nelle più importanti leggi dello stato: così afferma Damone e ne sono convinto anch’io.

(Platone, La Repubblica, IV, 424.)

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